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martedì, 14 luglio 2009

Il 14 novembre 1917 Giacinto Menotti Serrati, che aveva sostituito Benito Mussolini alla guida de L’Avanti!, estenuato dagli interventi della censura che gl'imbiancava colonne intere (tre settimane prima c’era stata Caporetto, una settimana prima la Rivoluzione d’Ottobre…), fece uscire anonimo un articolo di fondo dal titolo ARTICOLO DI FONDO. Passò intero per le maglie: "Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all'occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l'Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l'acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l'uno detto di san Martino, l'altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendìo lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l'ossatura de' due monti, e il lavoro dell'acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de' torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna. Lecco, la principale di quelle terre, e che dà nome al territorio, giace poco discosto dal ponte, alla riva del lago, anzi viene in parte a trovarsi nel lago stesso, quando questo ingrossa: un gran borgo al giorno d'oggi, e che s'incammina a diventar città. Ai tempi in cui accaddero i fatti che prendiamo a raccontare, quel borgo, già considerabile, era anche un castello, e aveva perciò l'onore d'alloggiare un comandante, e il vantaggio di possedere una stabile guarnigione di soldati spagnoli, che insegnavan la modestia alle fanciulle e alle donne del paese, accarezzavan di tempo in tempo le spalle a qualche marito, a qualche padre; e, sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia. Dall'una all'altra di quelle terre, dall'alture alla riva, da un poggio all'altro, correvano, e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane; ogni tanto affondate, sepolte tra due muri, donde, alzando lo sguardo, non iscoprite che un pezzo di cielo e qualche vetta di monte; ogni tanto elevate su terrapieni aperti: e da qui la vista spazia per prospetti più o meno estesi, ma ricchi sempre e sempre qualcosa nuovi, secondo che i diversi punti piglian più o meno della vasta scena circostante, e secondo che questa o quella parte campeggia o si scorcia, spunta o sparisce a vicenda. Dove un pezzo, dove un altro, dove una lunga distesa di quel vasto e variato specchio dell'acqua; di qua lago, chiuso all'estremità o piùttosto smarrito in un gruppo, in un andirivieni di montagne, e di mano in mano più allargato tra altri monti che si spiegano, a uno a uno, allo sguardo, e che l'acqua riflette capovolti, co' paesetti posti sulle rive; di là braccio di fiume, poi lago, poi fiume ancora, che va a perdersi in lucido serpeggiamento pur tra' monti che l'accompagnano, degradando via via, e perdendosi quasi anch'essi nell'orizzonte. Il luogo stesso da dove contemplate que' vari spettacoli, vi fa spettacolo da ogni parte: il monte di cui passeggiate le falde, vi svolge, al di sopra, d'intorno, le sue cime e le balze, distinte, rilevate, mutabili quasi a ogni passo, aprendosi e contornandosi in gioghi ciò che v'era sembrato prima un sol giogo, e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l'ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico dell'altre vedute. Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628, don Abbondio, curato d'una delle terre accennate di sopra: il nome di questa, né il casato del personaggio, non si trovan nel manoscritto, né a questo luogo né altrove. Diceva tranquillamente il suo ufizio, e talvolta, tra un salmo e l'altro, chiudeva il breviario, tenendovi dentro, per segno, l'indice della mano destra, e, messa poi questa nell'altra dietro la schiena, proseguiva il suo cammino, guardando a terra, e buttando con un piede verso il muro i ciottoli che facevano inciampo nel sentiero: poi alzava il viso, e, girati oziosamente gli occhi all'intorno, li fissava alla parte d'un monte, dove la luce del sole già scomparso, scappando per i fessi del monte opposto, si dipingeva qua e là sui massi sporgenti, come a larghe e inuguali pezze di porpora. Aperto poi di nuovo il breviario, e recitato un altro squarcio, giunse a una voltata della stradetta, dov'era solito d'alzar sempre gli occhi dal libro, e di guardarsi dinanzi: e così fece anche quel giorno. Dopo la voltata, la strada correva diritta, forse un sessanta passi, e poi si divideva in due viottole, a foggia d'un ipsilon: quella a destra saliva verso il monte, e menava alla cura: l'altra scendeva nella valle fino a un torrente; e da questa parte il muro non arrivava che all'anche del passeggiero. I muri interni delle due viottole, in vece di riunirsi ad angolo, terminavano in un tabernacolo, sul quale eran dipinte certe figure lunghe, serpeggianti, che finivano in punta, e che, nell'intenzion dell'artista, e agli occhi degli abitanti del vicinato, volevan dir fiamme; e, alternate con le fiamme, cert'altre figure da non potersi descrivere, che volevan dire anime del purgatorio: anime e fiamme a color di mattone, sur un fondo bigiognolo, con qualche scalcinatura qua e là. Il curato, voltata la stradetta, e dirizzando, com'era solito, lo sguardo al tabernacolo, vide una cosa che non s'aspettava, e che non avrebbe voluto vedere. Due uomini stavano, l'uno dirimpetto all'altro, al confluente, per dir così, delle due viottole: un di costoro, a cavalcioni sul muricciolo basso, con una gamba spenzolata al di fuori, e l'altro piede posato sul terreno della strada; il compagno, in piedi, appoggiato al muro, con le braccia incrociate sul petto. L'abito, il portamento, e quello che, dal luogo ov'era giunto il curato, si poteva distinguer dell'aspetto, non lasciavan dubbio intorno alla lor condizione. Avevano entrambi intorno al capo una reticella verde, che cadeva sull'omero sinistro, terminata in una gran nappa, e dalla quale usciva sulla fronte un enorme ciuffo: due lunghi mustacchi arricciati in punta: una cintura lucida di cuoio, e a quella attaccate due pistole: un piccol corno ripieno di polvere, cascante sul petto, come una collana: un manico di coltellaccio che spuntava fuori d'un taschino degli ampi e gonfi calzoni: uno spadone, con una gran guardia traforata a lamine d'ottone, congegnate come in cifra, forbite e lucenti: a prima vista si davano a conoscere per individui della specie de' bravi. Questa specie, ora del tutto perduta, era allora floridissima in Lombardia."
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mercoledì, 01 luglio 2009

ORA E SEMPRE RESEXTENSA!
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sabato, 30 maggio 2009

Significati delle palpitazioni che avvengono nel corpo. 1. Se la testa palpita, significa male. 2. E se la (parte) posteriore della testa palpita, ansia e vessazione. 3. E se il lato destro della testa palpita, bene e guadagno. 4. E se il lato sinistro, esaltazione ed una leggera malattia. Degli occhi. 6. Se la pupilla dell'occhio destro palpita, bene ed una leggera malattia. 6. E se la pupilla dell'occhio sinistro, gioia, ed a colui che è lontano, ritorno. 7. E se la palpebra superiore dell'occhio destro palpita, l'ansia si dipartirà da lui. 8. E se l'inferiore palpita, dimostra ansia e miseria, e poi bene e guadagno. 9. E se la palpebra superiore dell'occhio sinistro palpita^ gioia ed esaltazione, ed al povero guadagno ed al ricco pro- stituzione, ed alla vergine matrimonio. Ancora un trattato palmomantico in lingua siriaca. òZO 10. E se la palpebra inferiore palpita, ansia e miseria ed il suo corpo l'opprimerà. 11. E se il sopracciglio destro palpita, ansia e poi gioia. 12. E se il sopracciglio sinistro, significa guadagno che si acquisterà ed una leggera malattia. lo. E se il sopracciglio dell'occhio verso il naso palpita, significa miseria. 14. E se dell'occhio sinistro, significa bene. 15. E se il naso palpita, bene ed al povero indigenza. 16. E se la punta del naso palpita, significa miseria. Delle labbra. 17. Se il labbro superiore palpita, ansia e lite e poscia guadagno. 18. E se il labbro inferiore palpita, significa guadagno. Delle guance. 19. Se la guancia destra palpita, ansia e miseria. 20. E se la sinistra, bene e guadagno. Delle orecchie. 21. Se l'orecchia destra palpita, gioia. 22. E se l'orecchia sinistra, oppressione. Della bocc a. 23. Se la bocca palpita, se si ha qualcuno lontano, lo si vedrà. Della cervice. 24. Se il lato destro della cervice palpita, significa avversità. 25. E se il lato sinistro, si avrà un rampollo e se ne sarà lieto. , 26. E se tutta la cervice palpita, sarà sopra di lui paura di ristrettezza. Delle spalle. 27. Se la spalla sinistra palpita, gioia e pagherà il debito. 28. E se la spalla destra palpita, ansia ed amarezza. Delle braccia. 29. Se il muscolo del braccio destro palpita, gioia, e sa- ranno molte le siTe recriminazioni verso chiunque. 30. E se del braccio sinistro, indigenza e malattia. 31. E se il gomito destro palpita, gioia e leggera malattia. 326 Ferie accademicLe. Settembre-Ottobre. — O. Furi ini. 32. E se il gomito sinistro, gioia. 33. E se il braccio destro palpita, egli acquisterà ricchezza « prenderà moglie od un amico che lo ama, gli porterà (qual- che cosa). 34. E se il braccio sinistro palpita, guadagno, e gli verrà qualche cosa da parte dei suoi amici ed egli godrà onore presso il principe. 35. E se il testicolo destro palpita, egli acquisterà un amico e troverà onore presso il principe. 36. Ed il dito dopo di esso, gli uomini ordiranno di nuovo contro di lui delle cattive (azioni). 37. Ed il terzo dimostra lite e guerra. 38. Ed il quarto gioia ed un nome 39. Ed il quinto salute. 40. E se il dito grande della mano sinistra palpita, qual- cuno tra i suoi amici morrà. 41. Ed il secondo salute. 42. Ed il terzo lite. 43. Ed il quarto gioia. 44. Ed il quinto, egli udrà parole di avversità. Del petto e del cuore. 45. Se il petto palpita, egli ri.pudierà colui che lo ama. 46. E se il cuore palpita, gioia ed un po' di ansia. 47. E se il lato destro del cuore palpita, guadagno ed egli indosserà abiti (preziosi). 48. E se il lato sinistro, qualcosa si dipartirà da lui in un luogo straniero. Dei sotto- fianch i. 49. Se il fianco destro palpita, significa bene. 50. E se il sinistro, qualcosa si dipartirà da lui. Dei lombi. 51. Se il lombo destro palpita, gioia. 52. E se il sinistro, gioia e figli. Dell' ombellico. 53. Se l'ombellico palpita, a lui accadrà avversità. Del (membro) virile. 54. Se il (membro) virile palpita, gioia.
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sabato, 23 maggio 2009

€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€€ M.R. Bartolini, "Storia dei papi. Da Berlusconi I° a Benedetto XVI°", Editrice Letizia, Napoli 2009 ††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††††
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venerdì, 01 maggio 2009

padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è patrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza ladrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza lardone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è ladrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza tardone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza padrone non c'è padrone senza
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martedì, 14 aprile 2009

%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% conquistiamo il centro! rifondiamo il PD! [££ o €€] PD2 (+ italiano), o PDue (+ europeo)? $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$
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domenica, 29 marzo 2009

sono 1 micromane sì sono 1 micromane sì sono 1 micromane sì sono 1 micromane sì sono 1 mi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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giovedì, 22 gennaio 2009

ISTANIHILISTANIHILISTANIHILISTANIHILISTANIHILISTANIHILISTANIHILISTANIHILISTANIHILIST 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 nientenonèarrivatodanessunapartèpartitodalnientenonèarrivatodanessunapartèpartitodalnienteno
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venerdì, 12 dicembre 2008

Nel medesimo fiume nulla passa mai di uguale, fuorché i cadaveri. † † † † † † † † † † † †  Eraclito Saratoride † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † † †
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lunedì, 10 novembre 2008

già che sono qua, vado via
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